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mercoledì 20 agosto 2014

PAROLA AL LETTORE: NOI riflessioni di NeoArgo






Noi di R. Mason è un romanzo corale, un libro, dove non c’è un vero protagonista, ma ben si quattro. 
Quattro ragazzi che si ritrovano nello stesso college di un’Inghilterra per pochi e grigia in ogni suo anfratto. 
La storia che ci pone davanti Mason si svolge tra passato e presente. I personaggi raccontano la loro storia, sappiamo del passato di Julian e Maggie fratelli cresciuti nell’agio di un quartiere per pochi, di Jack ragazzino introverso cresciuto sotto la pressione dei propri genitori e costantemente martoriato da bulli d’occasione, prima quelli della strada e poi quelli nel college, e Adrien ragazza americana cresciuta all’ombra di una madre troppo oppressiva. 
Passando le pagine, i quattro ragazzi, arrivano al College di Oxford, ognuno per motivi diversi, per Julien e Maggie è una scelta quasi naturale, per Jack è una scelta quasi imposta dall’ombra dei propri genitori, per Adrien è l’occasione di sfuggire all’oppressione della madre. 
Il primo passo verso il loro inevitabile destino avviene tra l’incontro di Julian e Adrien che trovandosi vicini di stanza, si ritrovano a fare amicizia e innamorarsi quasi all’instante l’uno dell’altro. Il secondo passo e l’incontro tra Maggie e Jack, e anche in questo caso avviene il colpo di fulmine. 
Tutto quello che seguirà, sarà il passo che segnerà definitivamente le loro vite future. Maggie il fulcro della loro amicizia presa dalla frenesia di uno scherzo di cattivo gusto, perde la vita. I giorni che ne seguiranno saranno segnati dalla frattura dei rapporti tra loro. Julian incolpa Jack e Adrien della morte della sorella, questi ultimi, si sentono completamente persi senza Maggie, ritrovandosi quindi spaesati decidono di mettere un taglio alla loro vita passata. Jack si laureerà e quasi per gioco diventa un artista internazionale, Adrien ritorna negli USA e poco dopo sposerà un ricco personaggio di spicco del mondo del cinema, mentre Julian continuerà a vivere nella sua Londra, insegnando. 
Passano gli anni e si ritorna al presente, dove il destino ancora una volta mette il suo zampino, e i tre ex-amici si ritroveranno in occasione della mostra d’arte di Jack. 
Julian guardando la vita di Adrien capisce di averla persa per sempre, Adrien si rende conto di aver fatto la scelta giusta all’epoca, mentre Jack si ritrova, ad affrontare per l’ultima volta il suo carnefice dei tempi del college. 
In un finale ricco di colpi di scena e di un’immensa tristezza, Mason ci regala un romanzo sull’amore e sulla crudeltà, sull’irresponsabilità dell’adolescenza, quando tutto è assoluto e ad ogni passo sembra che la vita intera sia in gioco.
                                              NeoArgo

lunedì 14 luglio 2014

PAROLA AL LETTORE: L'OMONIMO riflessioni di NeoArgo








L’Omonimo è un libro che mi ha colpito molto. L’intensità dei personaggi, la storia di una famiglia d'emigrati, che si trovano in un paese completamente diverso dal loro, costretti vuoi o non vuoi a provare ad integrarsi se non per loro, per i loro figli cresciuti in pieno stile americano. 
Anche se la storia è quasi una sagra familiare, il vero protagonista è appunto uno dei due figli della famiglia Ganguli. Gogol. Nome altisonante quanto disprezzato da Gogol, che non riesce a capire perché i propri genitori gli hanno scelto un nome così diverso e complesso. Questo fatto rappresenterà l’intera trama portante del libro. Una persona in conflitto con se stessa, un nome che non lo rappresenta per niente. Ma dietro al suo nome c’è una storia dietro, che fino ai suoi diciotto’anni nessuno gli ha mai raccontato. 
Ashoke Ganguli, una notte d’ottobre, in India, vede la morte quando il treno deraglia, i vagoni si accartocciano in un lampo. Lo salva il racconto che sta leggendo nell’attimo dell’incidente: Gogol, Il cappotto. Al lume della lanterna, qualcuno scorge le pagine del libro sparse per i campi: il giovane che ne solleva, con le ultime forze, qualche foglio è ancora vivo. Grato allo scrittore russo, sette anni più tardi, in America, Ashoke Ganguli decide di chiamare Gogol il primogenito appena nato. 
Il tempo passa e un giorno Gogol decide di cambiare nome, creandosi una nuova identità, lasciando indietro tutto e tutti quelli che lo conoscevano come Gogol, inizia una nuova vita come Nikhail. Almeno fino al giorno in cui qualcosa lo farà riavvicinare alla propria famiglia, facendolo tornare sui propri passi. 
Con una scrittura leggera e una narrazione lenta che permette, di assaporare i personaggi al pieno con la calma delle pagine, la scrittrice J. Lahiri ci porta dentro una storia in cui emergono tutto il dolore e le difficoltà di una famiglia di emigrati, in bilico tra tradizione e integralismo.
                                        NeoArgo

giovedì 10 luglio 2014

Cucinare con gusto e divertimento.. Da Sergio! Bucatini alla amatriciana







                         Bucatini alla amatriciana                          (sempre se amatriciana se po chiamare).







"Ragazze potete essere truccate, con i tacchi a spillo, 
super prosperose, ma se non sapete fare
l'amatriciana... beh.. diciamo che perdete punti.." 










Signori bonasera! Sono tornato più ispirato che mai, voglio proporvi un piatto che è alla base della cucina italiana.. l'amatriciana. Un uomo che sa preparare la amatriciana ha buone basi per conquistare la sua bella, così come una ragazza che voglia conquistare il suo innamorato deve per forza puntare alla amatriciana si rivelerà un ottimo Cupido.

Chef Sergio sarà il vostro Cupido


Seguo la ricetta di Sor Mario Glauco detto Er Cipolla, un mio amico chef di Ariccia, gran tifoso del Torvergata. Ho riproposto questa ricetta ad una comitiva di giapponesi ed ha avuto successo.

Chef Sergio con cuoca Ebué




Chef Sergio nel ristorante di Sor Mauro Gluaco



Pappardelle col cinghiale del Er Cipolla


Ingredienti:
Bucatini
Cipollotto
Pomodoro Pelato
Peperoncini
Olio di oliva
Guanciale di maiale
Pecorino romano


Ingredienti


Procedimento:

E' una ricetta semplicissima:
Versare in una pentola dell'olio di oliva e il cipollotto tagliato a rondelle.
Fare dorare la cipolla e aggiungere il guanciale, rosolare il tutto e al momento giusto aggiungere il pomodoro pelato, il peperoncino e un pizzico di sale.
Farlo cucinare per un 10 min a fuoco lento finché il tutto non prende le sembianze di un sughetto succulento. Nel frattempo far cuocere i bucatini al dente. Scolare la pasta e mantecarli con il condimento, aggiungere il formaggio. La vostra amatriciana è pronta per essere gustata. Vi consiglio l'indomani di non andarvi a fare gli esami del sangue... il colesterolo potrebbe essere poco d'accordo ;).



Che fa mangiamo?













"Ragazzi fate sempre attenzione al colesterolo
#robadapistacchio"




sabato 5 luglio 2014

Ave Verum Corpus








                                     Ave Verum Corpus 
                             Mozart



Cari lettori oggi vi suggerisco l'ascolto di questo motetto per coro e strumenti scritto da Mozart, io lo trovo stupendo.. il testo recita così: 

Ave, o vero corpo,
nato da Maria Vergine,
che veramente patì e fu immolato
sulla croce per l'uomo,

dal cui fianco squarciato
sgorgarono acqua e sangue:
fa' che noi possiamo gustarti
nella prova suprema della morte






Vi suggerisco anche di visitare, in Campania, il vallo di Lauro e il paese di Lauro in particolare col suo splendido castello medievale e i suoi noccioleti. 
Al castello si svolgono vari eventi e spettacoli durante l'anno, pensante la magia che si vive nell'ascoltare l'Ave Verum in questa fantastica cornice.











Grazie Sara :) 

giovedì 3 luglio 2014

PAROLA AL LETTORE: I FIGLI DELLA MEZZANOTTE riflessioni di NeoArgo








I figli della mezzanotte è un libro che ricopre quasi mezzo secolo di storia indiana, attraverso gli occhi di una famiglia che nel bene e nel male farà da protagonista. 
Il libro narra le vicende dei mille bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento, cioè, in cui l'India ha proclamato la propria indipendenza dall'Impero britannico. Tutti costoro posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini come Saleem Sinai, il protagonista che, ormai in punto di morte, racconta la propria tragicomica storia. 
Ed è a questo punto che la nostra storia inizia attraverso la ricostruzione della sua vita, ripercorriamo le tappe fondamentali dell'indipendenza Indiana ; da Gandhi alla rivolta per la secessione di Bombai, alla guerra sulla lingua, alla guerra Indo-pakistana, per concludersi con il ventennio del governo fraudolento di Irina Gandhi. 
Un grande romanzo, una scrittura fantasiosa, per un grande nazione, tanto giovane, quanto affascinante.
                                                                                NeoArgo

mercoledì 25 giugno 2014

PAROLA AL LETTORE: LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI riflessioni di NeoArgo






La solitudine dei numeri primi è un libro difficile da inquadrare. Non si può semplicemente dire è stato bello, o è stato brutto. Sarebbe un eufemismo. 
La scrittura che l’autore ci presenta, appare delicata a tratti, senza forzare mai la storia, tenendo l’intero romanzo legato tramite un filo invisibile, e qualcosa che leggi con voracità, perché è una di quelle storie che parla di gente che vive all’esterno del mondo, persone non inquadrate, piene di problemi che si porteranno sempre dietro; sono sensazioni che ti entrano dentro, tramite i personaggi che con le loro paure e solitudini riescono a comunicarti tutta la loro sofferenza. 
Non ci sono eroi, e neanche vinti, solo due personaggi che cercano di sopravvivere a tutte le difficoltà che la vita gli pone davanti, cercando di fare del loro meglio, anche se a volte la vita non si presenta nella sua bella copia, ma in una brutta copia piena di errori.
La Solitudine dei Numeri Primi è un libro da leggere, e giudicare con i propri occhi. L’ho divorato, l’ho amato e ho sofferto con loro e alle volte immedesimatomi troppo con i personaggi che incarnano perfettamente tutta la solitudine dei numeri primi.

                                      NeoArgo